mercoledì 5 novembre 2014

domenica 7 settembre 2014

Progettare e realizzare una cucina da campo (anzi da orto) in permacultura



Dal 17 ottobre, per tre giorni, sarà possibile partecipare ad un workshop intensivo che avrà il fine di realizzare, nel giardino commestibile di SpiazziVerdi, una cucina "da orto".
Scopo del laboratorio sarà di osservare l'esistente, prendere ispirazione dal contesto e fuormulare un'ipotesi di ricostruzione della cucina esistente in base ai principi della permacultura. Utilizzeremo solo strumenti a mano (non elettrici), lavoreremo il legno, la pietra, l'argilla ed impareremo ad impadronirci delle tecniche più utili alla realizzazione di una cucina, nei suoi elementi essenziali ma anche tenendo conto delle esigenze di una società in transizione, che guarda alla tradizione antica ma allo stesso tempo è in contatto con esperienze "altre" che vengono portate avanti in varie parti del mondo. Realizzeremo una struttura leggera che fungerà da riparo, una rocket stove per cucinare, una piccola cantina per mantenere fresco il cibo e altre cose ancora utili ad una vita all'aria aperta.
 Se ti interessa approfondire il discorso vai alla scheda completa del corso

sabato 23 agosto 2014

Fattoria Urbana Diffusa?

E’ una giornata di pioggia di fine estate, una come tante (mi ci sto ormai abituando e ci provo pure gusto). Mi accingo a scrivere un po’ di cose che mi frullano in testa da ormai troppo tempo, argomenti che non ho mai messo per iscritto ma forse c’era bisogno di far decantare alcuni pensieri prima di renderli pubblici.
In quest’ultimo anno mi sono dedicato al cento per cento alla cura della terra, ci sottolineo a dire cura della terra e non coltivazione della terra perché sono due cose completamente diverse, una può contenere l’altra ma non sono speculari.
Ho assistito, grazie al tempo, alla trasformazione di un luogo, l’orto delle Zitelle (che d’ora in poi chiamerò giardino delle Zitelle), alla venuta di nuove persone alla sua cura e all’evoluzione delle modalità di partecipazione.
Per quanto mi riguarda, sono passato da un approccio amatoriale ad uno professionale, nel senso che adesso riesco a vivere dei prodotti che coltivo e vendo a vari ristoranti del Centro Storico; a questa mia attività si sono legate alcune persone, ognuna mettendo la sua propria esperienza e sensibilità, ma comunque sempre in un’ottica di progetto comune. L’esperienza di SpiazziVerdi rimane ben salda nel suo spirito iniziale, l’autoproduzione di cibo, l’attenzione alle relazioni (sia all’interno del gruppo sia rispetto alle persone che vivono e lavorano nella casa di riposo dell’IRE o ai parenti degli anziani) e la promozione in città di tematiche legate ai temi della produzione e del consumo consapevole.
 L’evoluzione, se vogliamo parlare di quello che è successo da qualche mese, è una visione più produttiva, che non chiamerei imprenditoriale ma piuttosto di sviluppo sociale. L’idea di far crescere una passione per la cura dell’ambiente e farla diventare fonte di reddito sta crescendo, come anche quella di promuovere in modo virale ad altri questa esperienza; all’interno del gruppo stiamo cercando di “personalizzare” le attività, in base alle pulsioni dei singoli ma anche rispetto a quelle che sono le richieste dei clienti che già ho (per ora sono l’unico ad aver “istituzionalizzato” la mia posizione lavorativa) e soprattutto rispetto ai segnali, anche forti, che riceviamo dalla società.

L’evoluzione ha un nome ben preciso, si chiama F.U.D. acronimo di Fattoria Urbana Diffusa; è un nome collettivo che non vuole avere marchi registrati, vuole essere semplicemente una porta per quelle persone che vogliono sporcarsi le mani e passare dalla parte dei produttori, con vari livelli di coinvolgimento; è rivolto a chi vuole intraprendere una vita a pieno contatto con la natura ma anche a quelli che non possono, o non si sentono ancora pronti per farlo ma hanno del tempo a disposizione e vogliono imparare (dalla natura e da persone con esperienza che le possono seguire) mettendosi in gioco anche per qualche ora. E’ importante che ognuno lavori e a fine giornata si porti a casa qualche prodotto della terra, si dice che siamo ciò che mangiamo, che mangiare è un atto agricolo, che un atto agricolo è, e sarà sempre più un atto politico. F.U.D. è quindi anche G.P.S., tanto per giocare con le sigle, è un Gruppo di Produzione Solidale.
I componenti estemporanei hanno la possibilità, coltivando e raccogliendo i prodotti della terra di realizzare due cose importanti, quella primaria di soddisfare il fabbisogno alimentare di sè stessi o della propria famiglia, dall’altro, apparentemente meno evidente ma non per questo meno importante, di promuovere un’economia dal basso partendo da persone vicine, dando modo agli altri (e quindi anche a te) di cambiare le carte in tavola dal punto di vista economico. Lo spazio fisico è limitato (anche se solo alle Zitelle viene coltivato meno di un decimo della terra), ma quello del pensiero non ha confini.
Potremmo dire che siamo alla ricerca di un modello, che, ricalcando quelli che sono i modelli naturali, non gerarchici ma legati alle relazioni simbiotiche, è destinato ad essere in continua evoluzione, non ciclica ma piuttosto con un modello a spirale aperta.
Non mi dilungo nel descrivervi tutti i progetti in corso e futuri perché rischierei di essere pedante, dedicherò uno scritto preciso all’argomento, anche perché quel progetto verrà inizialmente condiviso solo fra le persone che effettivamente parteciperanno alla cosa, ci tengo a dire, che è vero che ogni aiuto è sacro, ma che in un’attività di questo tipo è fondamentale che uno si sforzi di venire a sporcarsi mani e piedi, attenzione però perché poi ci si prende gusto

venerdì 25 aprile 2014

ENEB E ECAP

Oggi ho passato parte della mia giornata nell'Ex Convento dei Novizi, a S. Michele in Isola (il cimitero di Venezia), ho fatto i trattamenti alla vigna, e ho anche curiosato un po'. E' un posto magico, trovarmi da solo in un grande convento abbandonato e poter girare liberamente mi fa ritornare all'infanzia, quando entravo in qualche casa disabitata per trovare i segni del passato.
La bellezza dell'architettura si sposa con le forme della natura o meglio, con le forme che gli esseri umani (in questo caso Florian il potatore) hanno impresso alle piante.





La natura si risveglia ma purtroppo questo posto si sta inesorabilmente assopendo, non è torpore, è proprio lento abbandono, che si sta trasformando in degrado e in occupazione da parte di persone che provvisoriamente dovrebbero gestirlo, sto parlando degli operai di Veritas, che stanno velocemente stravolgendo la fisionomia che i frati avevano dato a questo piccolo gioiello, esempio unico di fattoria lagunare, con orto, cantina, pollaio, porcilaia e serra, che con pochi sforzi potrebbero essere riattivati.
Da poco (l'ultima volta che ci sono stato non c'era) hanno piantato una specie di serra in plastica in mezzo ad uno dei quadranti dell'hortus conclusus; non è certo un bel vedere, piantano alberi a caso, potano altri alberi in maniera scellerata, e mi fermo qui.

La gestione di Laguna nel Bicchiere, le Vigne Ritrovate si limita purtroppo alla sola cura della vigna e della cantina, sarebbe invece auspicabile una visione complessiva (è il Comune che dovrebbe decidere a chi affidarne la gestione), e questo si sente, e pesa gravemente sulla vita del luogo.
Questo ex convento me lo immagino come un esempio unico di sperimentazione, dove si uniscono antichi saperi a nuove teorie sulla cura del verde ma tutto ciò si potrà fare solo se questa gestione provvisoria di Veritas cesserà a breve, altrimenti inizieranno a verificarsi i primi crolli (vedi la foto della trave portante della serra (che sarebbe un piccolo gioiello da restaurare al più presto per iniziare una seria riproduzione di piante antiche da preservare).
Credo che Laguna nel Bicchiere, in collaborazione con altre realtà cittadine e non, possa iniziare un percorso di "risveglio" del Convento, prima che sia troppo tardi, i segni "allarmanti" sono sotto i nostri occhi.
(Michele Savorgnano)

p.s. riallacciandomi alla discussione su Poveglia; fino a pochi anni fa, S. Michele, oltre ad essere l'isola dei morti ospitava anche una comunità di frati, ridotti a uno nel'ultimo periodo. Era l'unica isola minore (insieme a S. Lazzaro e S. Francesco del Deserto) ad ospitare una popolazione residente permanente, credo che questa sia l'unica soluzione percorribile per risolvere la difficile riconversione delle isole della Laguna di Venezia, ripopolare, avere una popolazione stabile, che decide per il futuro della sua isola. Essere isolani non significa essere isolati. Ripopoliamo la laguna!

martedì 1 aprile 2014

introduzione alla progettazione e gestione in permacultura di un orto urbano collettivo


Ogni giovedì, dalle 5 alle 7 del pomeriggio (tempo permettendo),

QUESTA SETTIMANA:

Giovedì 3 aprile, sempre dalle 17 alle 19 continuano gli appuntamenti con "introduzione alla progettazione e gestione di un orto urbano collettivo".

Questa settimana ci occuperemo dell'area dei bambini e sperimenteremo sul campo la tecnica dell'hugelkultur parola tedesca che significa letteralmente coltivare su delle aiuole; aiuole particolari, dove si sotterreranno vecchi tronchi e li si ricopriranno di terriccio e compost. 
Il lavoro pratico verrà accompagnato da alcuni concetti chiave della progettazione in permacultura.

l'orto-giardino di SpiazziVerdi alla Giudecca diventa un laboratorio di sperimentazione per tutti quelli che vogliono immaginare una città di verde "vissuto", coltivato, autogestito.
Ti racconteremo la nostra esperienza di cinque anni di lavoro, il nostro metodo di gestione del luogo e dei rapporti fra ortolane/i ma soprattutto avrai la possibilità di fare esperienza sul campo, coltivare la terra, costruire strutture, progettare lo spazio secondo i principi della Permacultura.
Gli incontri potranno servire a chi vorrà fermarsi a lavorare da noi ma anche a chi ha iniziato o vorrà avviare un'esperienza simile; c'è spazio per tutti.

All'interno del laboratorio ci terremmo particolarmente a parlarvi del nostro progetto di "diffusione" di piante antiche, non ibride, che vorremmo si coltivassero in laguna; il nostro è un serbatoio di semi che negli anni si è via via ampliato, grazie ai nostri scambi con contadini e appassionati che non vogliono usare i semi delle multinazionali. Abbiamo già diverse piantine che aspettano di essere messe a dimora in giro per la città.

Iscrizioni:
è sufficiente mandare una mail di prenotazione a: infospiazzi@gmail.com o presentarsi direttamente in orto

Orario:
 ogni giovedì (tempo permettendo) dalle 5 alle 7 p.m.

Modalità:
      vestiti a cipolla  (scarpe robuste ma comode, pantaloni con le tasche, guanti)
       porta un coltello ed una borsa di tela (c'è sempre qualche erba spontanea da raccogliere e da portare a casa)

Costi:
       3 euro per la tessera annuale di Spiazzi
       un'offerta libera per ogni lezione

Dove:
Orto-Giardino di SpiazziVerdi
Casa di Riposo IRE Zitelle-Giudecca
Calle Mason (fermata Zitelle, vicino a Campo Marte)

giovedì 13 marzo 2014

mart 18 marzo "Gli oli essenziali" con Marino Perotto

SERATA DEI SAPERI CONDIVISI: LE ERBE
martedì 18 marzo ore 18.00
presso la sede di Spiazzi, Castello 3865 , Venezia



Continuano le serate dei saperi condivisi inaugurate con l’incontro sugli oli essenziali.


Martedì 18 marzo faremo una chiacchierata con Marino Perotto, raccoglitore esperto di erbe spontanee e coltivate, officinali e aromatiche.
La raccolta di erbe selvatiche e edibili a uso fitoterapico ha una lunga tradizione soprattutto in montagna, da dove viene Marino, che purtroppo sta andando persa.


Che proprietà hanno le varie erbe? Come si raccolgono e come si essicano e conservano?
E che differenza c’è tra tisana, infuso e decotto?
Lo scopriremo sorseggiando tisane e decotti sotto la preziosa guida di Marino.


Ricordiamo che la serata è un invito aperto a tutti a partecipare e intervenire e in particolare a chi - appassionato, esperto, professionista o semplice curioso dell'argomento - voglia arricchirci con le proprie conoscenze e la propria esperienza.
Per coordinarci al meglio, se si desidera intervenire, gentilmente confermare scrivendo a  infospiazzi@gmail.com.
Per partecipare all'evento è necessario iscriversi all'Associazione Spiazzi (tessera annuale 3 euro).

lunedì 3 febbraio 2014


Fin dall'antichità, numerose civiltà hanno utilizzato le piante (e gli oli da esse prodotti) per scopi religiosi, medicinali e cosmetici; una delle prime forme di aromaterapia fu, probabilmente, l'aspirazione dei fumi prodotti dalla combustione delle piante per cacciare gli spiriti maligni dal corpo della persona malata.
E oggigiorno?
Si possono utilizzare in tanti modi diversi e continuano a far parte della nostra vita quotidiana apportando benefici alla salute, all'umore e all'ambiente, grazie alle molteplici proprietà che li contraddistingono.
Mille ricette e mille usi diversi: quali sono i vostri?

La serata è un invito aperto a tutti a partecipare e intervenire e in particolare a chi - appassionato, esperto, professionista o semplice curioso dell'argomento - voglia arricchirci con le proprie conoscenze e la propria esperienza.
Per coordinarci al meglio, se si desidera intervenire, gentilmente confermare scrivendo a fragas@live.it
Per partecipare all'evento, è necessario iscriversi all'Associazione Spiazzi (tessera socio ordinario 3 euro).


SERATA DEI SAPERI CONDIVISI: GLI OLI ESSENZIALI.
giovedi 6 febbraio ore 20,30
presso la sede di Spiazzi, Castello 3865, Venezia